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periodico indipendente di raccolta e di riflessione
POLITICA
14 maggio 2008
Programmi di Santoro e Fazio: l’Agcom apre un’istruttoria
da Repubblica.it

Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - Nota 14 maggio 2008

I procedimenti così aperti si svolgeranno nel rispetto delle garanzie procedurali previsti dalla legge e dai regolamenti dell’Autorità.

Cito dai suddetti articoli:

Art. 4 (Principi generali del sistema radiotelevisivo a garanzia degli utenti) - 1. La disciplina del sistema radiotelevisivo, a tutela degli utenti, garantisce:

a) l’accesso dell’utente, secondo criteri di non discriminazione, ad un’ampia varietà di informazioni e di contenuti offerti da una pluralità di operatori nazionali e locali, favorendo a tale fine la fruizione e lo sviluppo, in condizioni di pluralismo e di libertà di concorrenza, delle opportunità offerte dall’evoluzione tecnologica da parte dei soggetti che svolgono o intendono svolgere attività nel sistema delle comunicazioni;

b) la trasmissione di programmi che rispettino i diritti fondamentali della persona, essendo, comunque, vietate le trasmissioni che contengono messaggi cifrati o di carattere subliminale o incitamenti all’odio comunque motivato o che inducono ad atteggiamenti di intolleranza basati su differenze di razza, sesso, religione o nazionalità o che, anche in relazione all’orario di trasmissione, possono nuocere allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori o che presentano scene di violenza gratuita o insistita o efferata ovvero pornografiche, salve le norme speciali per le trasmissioni ad accesso condizionato che comunque impongano l’adozione di un sistema di controllo specifico e selettivo;

e) la trasmissione di apposita rettifica, quando l’interessato si ritenga leso nei suoi interessi morali o materiali da trasmissioni o notizie contrarie a verità, purché tale rettifica non abbia contenuto che possa dare luogo a responsabilità penali o civili e non sia contraria al buon costume;”

Il discorso sull’informazione è troppo lungo ed è già affrontato da tempo da persone ovviamente più competenti del sottoscritto; tuttavia quando si parla di pluralismo e libertà di concorrenza mi scappa troppo da ridere, o da piangere, scegliete voi.

Qui però siamo veramente al collasso, anzi, al rovesciamento di un sistema malato da tempo; ma quando mai, in quale paese civile si aprono delle istruttorie su programmi che informano la gente su ciò che sta accadendo in Italia. Se un programma televisivo di informazione fosse decente, non fatto bene, ma almeno decente, allora si vedrebbero meno tette, meno Amici, meno fake-reality e più fatti, più verità e più libertà. Un paese dove uno come Grillo al cui seguito stanno milioni di persone deve avere visibilità per amor d’informazione. Non si può bollare di eresia e di illegalità le persone sono perchè stanno sulle palle alla Cast(in)a, o meglio, all’oligarchia; questo è totalitarismo. Le persone non devono sparire!

Ciò non toglie il sacrosanto diritto alla replica, il sacrosanto obbligo morale di verità e l’assoluto rispetto; ma ciò che ha detto Travaglio è stato solo citare un pezzo del suo libro, a sua volta preso da un altro libro scritto anni prima da un illuminato giornalista dell’ANSA, a sua volta recuperato dagli atti giudiziari dei processi che ben si sa essere pubblici.

Io non sono uno dei tanti che hanno gridato “vaffanculo” (solo per amor di educazione), però mi rendo sempre più conto che forse prima o poi potrebbe veramente scapparmi!

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso oggi, a maggioranza, di aprire un’istruttoria nei confronti della RAI per le trasmissioni “Anno Zero” del 1° maggio e “Che tempo che fa” del 10 maggio, contestando alla Concessionaria pubblica la presunta violazione dell’articolo 4 (diritti fondamentali dellapersona) [1] e dell’articolo 48 (compiti del serviziopubblico)[2] del Testo unico della radiotelevisione.
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